Franza's profilePerchè mancavo solo io.....PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Perchè mancavo solo io...E comunque non se ne sentiva il bisogno... June 29 Poi mi si chiede perchè non vado agli aperitivi...Se tralasciamo la ridarola che mi prende nei momenti di silenzio, c’è solo un’altra cosa che riesce ad inibire completamente le mie capacità di autocontrollo: il buffet di aperitivi salati. Che io i dolci li snobbo con molta tranquillità, ma se ci sono i salati non mi contengo più. Non è così insolito vedermi vagare tra i tavoli del rinfresco vorticando e trangugiando tutto come Taz il diavolo della Tazmania. Solitamente ogni rinfresco finisce col riproporsi della stessa patetica scena: all’ennesima traballante torre di Babele che compongo nel mio piattino con tramezzini, mini brioche e vol-au-vent, finisco per farmi trascinare via con forza e risolutezza dalla persona che quel giorno è stata ufficialmente incaricata da me a placcarmi una volta sfiorata la strada alimentare del non ritorno(nel senso che mangerei salatini ad oltranza). Se possibile dovrebbe anche cercare di togliermi dalle mani la manciata di pizzette che sicuramente afferrerò mentre verrò portata via al grido straziante ispirato a Mario Merola: “Ti prego, questa è l’ultima pizzetta, lo giuro!” June 16 Frammenti [#3]"A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi o neri o grigi o bianco-e-neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza. Quando i fili sono tanti che non ci si può piú passare in mezzo, gli abitanti vanno via: le case vengono smontate; restano solo i fili e i sostegni dei fili. Dalla costa d'un monte, accampati con le masserizie, i profughi di Ersilia guardano l'intrico di fili tesi e pali che s'innalza nella pianura. È quello ancora la città di Ersilia, e loro sono niente. Riedificano Ersilia altrove. Tessono con i fili una figura simile che vorrebbero piú complicata e insieme piú regolare dell'altra. Poi l'abbandonano e trasportano ancora piú lontano sé e le case. Cosí viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma." "Le città invisibili" - Italo Calvino June 04 Il primo amore non si scordaSi chiamava(si chiama ancora, a dir la verità) Giacomo. Più che un bambino di quattro anni assomigliava ad una pertica: altissimo e magrissimo. Effettivamente di quel periodo ricordo più il suo busto che la sua faccia. Ovviamente i miei sentimenti non erano corrisposti e la mia tesi che solevo ripetergli quotidianamente – “io amo te perciò tu devi amare me” – non ha prodotto grandi frutti se non un divertito “ok, io ti amo se riesci a prendermi” urlato nell’ora d’aria del giardino della scuola materna. Visti gli incoraggianti risultati ho abbandonato per sempre questa sfrontatezza avvicinandomi progressivamente al modo di pensare tipicamente femminile che definirei “alla Robespierre”; in altre parole vigeva un clima di sospetto e terrore nei confronti dell’altro sesso; insomma: facile una vita sentimentale con me, no? Ad ogni modo la contorta mentalità femminile ho avuto modo di sperimentarla solo con l’effettivo ingresso alle medie visto che alle elementari ho concluso molto poco. Fino ai dieci anni mi sono ritrovata a recitare nel più classico dei copioni: ero la migliore amica della più bella della classe. Io non so se è successo anche a qualcuno di voi, ma vi assicuro che è una delle esperienze più frustranti che si possano vivere in tenera età. Essendo l’amica fidata, automaticamente ero vista unicamente come messaggera e tramite. Niente di più. Nel passaggio elementari – medie ha fatto capolino il mio(mancato) senso del tempismo: a me piaceva un ragazzino ma io non piacevo a lui se non nel momento in cui aveva smesso di interessarmi. Il culmine è stato raggiunto con Victor, un ragazzino tedesco conosciuto al mare, di cui ero follemente innamorata e al quale sono rimasta fedele per un intero anno(interessante, se si considera che io l’ho visto per qualche giorno e lui nemmeno sapeva che gli morivo dietro). Permettetemi di dire una banalità, ma in questo modo si va poco avanti. Grazie al cielo - credo per sopravvivenza - il tiro si è corretto da solo, concedendo a me e allo sprovveduto di turno, di prenderci una cotta l’una per l’altro nello stesso momento. Tutta gente molto romantica che mi dimostrava il proprio interessamento tirandomi i capelli(la cosa è grave se si considera che il soggetto in questione non aveva più 5 anni), squadrandomi e dicendo “sei bella, eh, ma secondo me dovresti tonificare un po’ qui”(lo pseudo-culturista è stato lasciato pochi giorni dopo, NdR) e ragazzi che per lapsus mi chiamavano “mamma”(questi sono durati anche meno dello pseudo-culturista). |
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